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biocidi per uso industriale

La gamma di produzione degli additivi LAMIRSA, per il settore delle pitture e vernici, copre le seguenti categorie:

Conservanti in barattolo
Fungicidi permanenti per la protezione del film
Impregnanti per legno
Disinfettanti per parete
Antischiuma
Antisedimentanti
Disperdenti

Il controllo e l'efficacia dei prodotti avviene tramite due laboratori a disposizione della clientela:

Laboratorio Microbiologico - Laboratorio Cromatografico

Conservazione in barattolo

Introduzione

Il prodotto finito, nonostante gli accorgimenti presi in produzione, può comunque presentare una contaminazione. Questa spesso è conseguenza di residui microbiologici della lavorazione o presenti sul contenitore. Il risultato è che il cliente, aprendo la latta, noterà cattivi odori e/o alterazione delle caratteristiche qualitative del prodotto.

Onde evitare reclami da parte del cliente è quindi necessario ricorrere alla protezione del prodotto confezionato mediante quella che è chiamata “conservazione in-can”.

Da cosa difendersi

I principali contaminanti del prodotto liquido sono i batteri (e molto più raramente funghi), che utilizzano la matrice organica della pittura come substrato per nutrirsi e riprodursi. Temperature estive e cicli di riscaldamento-raffreddamento, in assenza di un agente che ne contrasti efficacemente l'azione, favoriscono notevolmente la crescita di questi microorganismi e la conseguente degradazione del prodotto.

Scelta del conservante

Per essere efficace, un buon conservante deve innanzitutto essere attivo contro uno spettro di contaminanti quanto più ampio possibile. In secondo luogo deve essere efficiente, svolgendo la sua attività a basse concentrazioni onde evitare problemi di stabilità o etichettatura. Questa caratteristica si descrive con la CMI (Concentrazione Minima Inibitoria), ed è specifica non solo per ogni sostanza biocida, ma anche per ogni formulato (miscela).

È importante poi anche la velocità con cui l'azione biocida è svolta: quanto più rapida è la risposta, tanti meno danni potranno fare i microorganismi. Un'indicativa classificazione in base alla tempistica di efficacia può essere delineata con la seguente tabella:

(Tabella: velocità di azione e classificazione del prodotto)

Velocità

Tempo

Principale applicazione

Molto veloce

Secondi

Disinfettante

Veloce

Minuti/ore

Disinfettante/conservante

Lenta

Ore/giorni

Conservante

Infine si deve considerare la velocità di esaurimento/consumo del prodotto, scegliendo un conservante che svolga la sua attività inibitoria per tutto il tempo che si prevede possa servire.

Risulta ovvio che tutte queste caratteristiche, alle quali si aggiungono le necessità di etichettatura, ambientali ed economiche, non siano facilmente soddisfacibili da un'unica sostanza. È questo il motivo per cui, generalmente, un conservante in-can è una miscela di due o più componenti che agiscono in sinergia.

Formaldeide e protezione della camera

Una formulazione classica in passato prevedeva l'uso di un battericida ad ampio spettro (CIT/MIT) assieme a formaldeide: il primo proteggeva la fase liquida del prodotto, mentre la seconda svolgeva quella che è chiamata protezione della camera .

Quando sottoposto a variazioni di temperatura, il prodotto in barattolo è soggetto a cicli di evaporazione, condensazione sul coperchio della latta e gocciolamento nella fase liquida. Essendo per la maggior parte non volatili, i composti biocidi rimangono disciolti nel prodotto liquido, facendo sì che la porzione evaporata possa essere soggetta a contaminazione per contatto con l'aria sovrastante. Durante la giacenza sul coperchio i microorganismi hanno modo di moltiplicarsi, per poi attaccare il prodotto col gocciolamento. La formaldeide, essendo molto volatile, tende a saturare la camera d'aria nel barattolo, inibendo questo fenomeno.

La tossicità della formaldeide, però, ha portato ormai da anni al divieto di utilizzarla come conservante. Al suo posto possono essere usati i cosiddetti liberatori N-formali od O- formali . Questi, una volta disciolti, liberano per scomposizione formaldeide, svolgendo sostanzialmente la medesima funzione. I liberatori N-formali, rispetto agli O-formali, hanno un odore meno intenso, ma sono anche generalmente più cari, ed hanno una velocità di azione leggermente minore.

Un'alternativa ai liberatori, per adeguarsi a etichettature più restrittive (ad es. eco Label), è il Bronopol che, seppur in misura minore, è attivo nella protezione della camera ed ha una tossicità inferiore.