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biocidi per uso industriale

La gamma di produzione degli additivi LAMIRSA, per il settore delle pitture e vernici, copre le seguenti categorie:

Conservanti in barattolo
Fungicidi permanenti per la protezione del film
Impregnanti per legno
Disinfettanti per parete
Antischiuma
Antisedimentanti
Disperdenti

Il controllo e l'efficacia dei prodotti avviene tramite due laboratori a disposizione della clientela:

Laboratorio Microbiologico - Laboratorio Cromatografico

Disinfezione degli impianti 

Introduzione

La maggiore richiesta di prodotti a basso impatto ecologico, ha diminuito le resistenze insite dei prodotti all'acqua rendendoli maggiormente esposti all'attacco biologico. La diminuzione del contenuto di monomeri, di catalizzatori organometallici, di derivati clorurati e di fenoli o formaldeide, ha reso la produzione d'emulsioni e lattici più puliti da un punto di vista ambientale, ma ha aumentato il rischio d'attacco diretto al prodotto e all'impianto con modificazione delle caratteristiche biologiche. Le condizioni biologiche di partenza degli impianti e delle materie prime si rifletteranno poi sul prodotto finito, determinandone alcune volte la sua efficacia.

Una procedura di disinfezione, deve essere considerata come una procedura della qualità, richiedendo un impegno della direzione che accetti di applicare metodicamente le fasi richieste.

Aree di disinfezione

Molte sono le aree dell'ambiente di produzione che hanno influenza, da un punto di vista biologico, sul prodotto finale.

Ambienti di lavoro

•  Contaminazione dell'aria da batteri e spore fungine;

•  Polveri;

•  Pareti, luoghi umidi, drenaggi;

•  Perdite di prodotto e stoccaggio di semilavorati;

•  Contenitori di stracci e carta usati;

•  Contenitori d'attrezzi (pennelli, etc.) in soluzioni acquose.

Per minimizzare l'influenza di tali elementi è sufficiente una responsabilizzazione del personale per il mantenimento di una ragionevole pulizia del luogo di lavoro.

Impianto

•  Le cisterne dovrebbero essere costruite con angoli smussati, di materiale non poroso, meglio se in acciaio inossidabile;

•  L'impianto dovrebbe essere di facile pulizia, per ovviare alla formazione di film resistenti all'attacco delle soluzioni detergenti;

•  L'impianto deve escludere "zone morte" eliminando gli accumuli di materiale che poi saranno fonte d'inquinamento biologico.

•  Le griglie di carico devono essere coperte per limitare gli accumuli di sporcizia;

•  Le linee di carico materiali, gli ugelli, dovrebbero essere puliti e disinfettati dopo ogni ciclo produttivo per ovviare a contaminazioni incrociate;

•  Le zone esposte all'aria delle cisterne dovrebbero essere lavate e sanificate con regolarità;

•  I sistemi chiusi dovrebbero prevedere punti d'ispezione;

•  Pompe e filtri, che spesso contengono membrane, dovrebbero essere controllate e pulite con regolarità.

  Materie prime e prodotti finiti

•  Stabilire una buona rotazione delle materie prime;

•  Stoccare in magazzini coperti a temperature miti in un ambiente pulito, secco e non polveroso;

•  Avere garanzie dal fornitore sulla protezione biologica del prodotto.

Acqua

L'acqua impiegata è sempre contaminata, di conseguenza l'acqua impiegata in un impianto di produzione dovrebbe essere additivata di un biocida compatibile con i processi di produzione seguenti a un livello tale da bloccare l'inquinamento. L'acqua di riciclo deve essere dosata con un biocida prima del suo riutilizzo. Anche l'acqua demineralizzata tramite resine scambiatrici di ioni è spesso inquinata da batteri residenti sulle stesse resine, e deve essere quindi decontaminata.

Polimeri e leganti

Questi prodotti dovrebbero essere testati sia al ricevimento sia durante lo stoccaggio sul loro livello d'inquinamento. È buona norma minimizzare la parte aria delle cisterne, riducendo il rischio di condensazione e, di conseguenza, d'infezione. Premiscele d'ispessenti richiedono l'aggiunta di un battericida anche per stoccaggi di poche ore; in tale modo è bloccata la cellulase prodotta dai microrganismi.

Cariche e pigmenti

I prodotti naturali sono contaminati da batteri e spore fungine. Tali spore germineranno in ambiente acquoso. Si raccomanda l'aggiunta di un biocida nella preparazione e nel susseguente stoccaggio delle dispersioni (lo stesso vale per le dispersioni di pigmento).
Stabilita la qualità e le condizioni microbiologiche delle materie prime e la pulizia degli ambienti e delle attrezzature di lavoro, ci si dovrà preoccupare del mantenimento di uno stato di pulizia e sanificazione soddisfacente. Con pulizia si intende la rimozione dei depositi organici e inorganici, mentre con sanificazione l'eradicazione delle contaminazioni biologiche.

L'elemento che contraddistingue un buon sanificante è il tempo di contatto ; maggiore è il tempo di contatto migliore sarà il trattamento.
I metodi applicabili sono:

•  Soda caustica: estremamente efficiente ma corrosiva e pericolosa;

•  Vapore: richiede una circolazione nell'impianto per 15-30' a temperature di 90-100°C;

•  Acqua calda: è un metodo efficiente se è possibile il controllo della temperatura e del tempo di contatto. E' necessaria l'aggiunta di tensioattivi per assicurare un buon bagnamento dello sporco.

•  Disinfettanti chimici ossidanti: sono a base d'acido peracetico, acqua ossigenata o donatori di cloro. Questi prodotti sono rapidi nell'agire con un ampio spettro e poco costosi, ma pongono problematiche ambientali.

•  Disinfettanti chimici non ossidanti: sono a base di sali quaternari d'ammonio e donatori di formaldeide. Richiedono rispetto ai precedenti un tempo di contatto più prolungato, ma pongono inferiori problemi d'inquinamento.

Si consiglia dopo il trattamento di sciacquare l'impianto con soluzioni contenenti un biocida.

Metodica di applicazione negli impianti

Per coprire le esigenze tecniche descritte e le necessità di marketing con un buon livello di risultati e senza costi onerosi, suggeriamo un trattamento sanificante da eseguirsi minimo una volta l'anno (preferibilmente due).

Il trattamento si intende rivolto alle seguenti strutture:

•  Depositi/cisterne materie prime;

•  Depositi/cisterne semilavorati e prodotti finiti;

•  Condutture/tubazioni;

•  Miscelatori/agitatori;

E si articola come segue:

•  Lavaggio di tutte le parti descritte con acqua ad alta pressione;

•  Ricircolo con agente biodispersante, DISPERSENE-50, dosaggio 4-8 ppm;

•  Lavaggio con biocida ad ampio spettro contro batteri, funghi e lieviti come segue:

•  Donatore di formaldeide tipo O-formale (MIRECIDE-M/92, dosaggio 0,3-0,4%).

•  Donatore di formaldeide e miscela CMIT/MIT (MIRECIDE M35U, dosaggio 0,2%). Essendo tale prodotto, utilizzato principalmente come conservante in barattolo, ben si adatta alle produzioni susseguenti. Avendo una bassa velocità di contatto, il lavaggio richiede un tempo più prolungato.

•  Alternativa con cloruro d'ammonio, qualora si richiedesse un trattamento esente da formaldeide (MIRECIDE-RB/6, dosaggio 3-4%.)

•  Risciacquo con acqua.

Disinfezione dei substrati 

Introduzione

Prima di ogni ripitturazione di una superficie è necessario verificare le condizioni del substrato.
Ove si riconoscesse un attacco di natura biologica come muffe, alghe, licheni, diventa assolutamente necessario effettuare una disinfezione che agisca sia sulla superficie del manufatto sia in profondità. Tale accorgimento, oltre ad assicurare una limitazione alla proliferazione degli organismi (in particolare durante la fase d'applicazione della finitura, momento in cui la riumidificazione del substrato crea le condizioni migliori allo sviluppo vegetativo), garantisce anche una superficie di ancoraggio perfetta per mani seguenti.

Spesso l'attacco di microrganismi è visibile con colorazioni superficiali ed è sufficiente una lente di ingrandimento per riconoscere se esso è di natura biologica o dovuto a depositi di sporcizia o pigmenti: in caso di attacco biologico, infatti, sono riconoscibili le ife dell'organismo.

Scelta del disinfettante

Come nel caso della disinfezione degli impianti, il tempo di contatto è il parametro fondamentale per una sanificazione che, oltre ad avvenire in superficie, deve assicurare anche una penetrazione tale da sradicare l'organismo. Nella disinfezione dei substrati, inoltre, particolare attenzione dovrà essere posta nella scelta della natura chimica impiegata. Come già indicato nel paragrafo della disinfezione degli impianti tali prodotti si possono suddividere in:

•  Ossidanti: sono a base d'acido peracetico, acqua ossigenata o donatori di cloro. Sono rapidi nell'agire con un ampio spettro e poco costosi, ma pongono problematiche ambientali.

•  Non ossidanti: sono a base di sali quaternari d'ammonio e donatori di formaldeide. Richiedono rispetto ai precedenti un tempo di contatto più prolungato, ma pongono minori problemi d'inquinamento.

  Un vantaggio delle sostanze ossidanti sta nel fatto che sono in grado, oltre ad esercitare l'effetto biocida, di schiarire i pigmenti colorati dei microrganismi. D'altro canto hanno lo svantaggio di ossidare anche il fondo il che, a seconda del materiale, può seriamente pregiudicare alcune caratteristiche dello stesso (ad es. nel caso del legno). Un altro pericolo è rappresentato dal fatto che, in caso d'insufficiente neutralizzazione della superficie dopo la prima disinfezione, l'ossidante ancora presente può danneggiare i biocidi presenti nel nuovo strato di materiale applicato, abbreviandone notevolmente l'effetto protettivo nel tempo.

Nel caso delle sostanze disinfettanti non ossidanti, è necessario introdurre una seconda fase di lavoro, in cui si ripulisce (spazzolatura) il fondo dai pigmenti che potrebbero altrimenti inquinare il materiale successivamente applicato.


Applicazione

L'applicazione di tali prodotti può avvenire per:

•  Spugnatura: raccomandata per la sua azione di "pressione" sulla superficie e il miglior bagnamento;

•  Pennello: come per la spugnatura è applicata una "pressione" alla soluzione che migliora il suo assorbimento;

•  Spruzzo: sicuramente il metodo più rapido ma che non assicura la migliore penetrazione oltre ad avere una dispersione del prodotto che può essere importante (colpi di vento, eccessiva nebulizzazione, sgocciolamenti).

La scelta di prodotti specifici per il settore dell'edilizia, assicura il miglior effetto del trattamento e la sua compatibilità con i sistemi vernicianti che seguiranno. Le procedure che seguono possono essere applicate nell'eliminazione dei funghi, come in quella di alghe e licheni.

Superfici esterne

Si consiglia la seguente metodologia:

•  Spazzolatura della superficie e/o rimozione delle parti ammalorate;

•  Applicazione di una mano di soluzione sanificante;

•  Asciugatura (12 ore);

•  Spazzolatura;

•  Applicazione di una seconda mano;

•  Asciugatura (24 ore).

Solo in questo modo si avrà la sicurezza di aver trattato efficacemente il fondo per raggiungere anche il micelio negli strati più profondi.

Superfici interne

Particolare attenzione deve essere posta per non agevolare una distribuzione delle spore su superfici incontaminate, di conseguenza si consiglia la seguente metodologia di applicazione:

•  Applicazione di una mano di soluzione sanificante;

•  Asciugatura (6-12 ore);

•  Spazzolatura e/o rimozione delle parti ammalorate;

•  Applicazione di una seconda mano;

•  Asciugatura (12-24 ore).