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biocidi per uso industriale

La gamma di produzione degli additivi LAMIRSA, per il settore delle pitture e vernici, copre le seguenti categorie:

Conservanti in barattolo
Fungicidi permanenti per la protezione del film
Impregnanti per legno
Disinfettanti per parete
Antischiuma
Antisedimentanti
Disperdenti

Il controllo e l'efficacia dei prodotti avviene tramite due laboratori a disposizione della clientela:

Laboratorio Microbiologico - Laboratorio Cromatografico

Protezione del legno 

Introduzione

Il legno è la fonte biogenetica di una serie di organismi che, per rispettare il ciclo vitale, vi si insediano. Batteri, funghi e insetti sono stati capaci di specializzarsi nel corso dell'evoluzione per utilizzare questo materiale come una biosfera ricca di fonti energetiche (tab.1).

Ovviamente queste specie non distinguono se il legno che distruggono è un vecchio tronco, un materiale da costruzione o un oggetto d'arte. Sta di conseguenza a noi preoccuparci di salvaguardare un patrimonio la cui bellezza, estetica o artistica, è ineguagliabile per il solo fatto di essere di legno.

(Tabella 1: principali organismi infestanti, loro effetti e condizioni ottimali di sviluppo)

Organismo

Effetto

Specie legnosa nutritiva

Temperature richieste

Umidità richiesta

Muffe

Discolorazione

Emicellulosa (zucchero, amido),

0 - 40°C

17 - 150%

alberi di conifere e decidui

Ottimale: 24 - 28°C

Fungo blu

Discolorazione

Emicellulosa (zucchero, amido),

-2.5 - 40°C

30 - 80%

alberi di conifere e decidui

Ottimale: 22 - 26°C

Carie soffice

Distruzione

Cellulosa,

0 - 40°C

55 - 150%

alberi di conifere e decidui

Ottimale: 17 - 28°C

Funghi lignivori

Serpula lacrymans

Distruzione

Cellulosa

3 - 26°C

22 - 55%

Alberi di conifere e decidui

Ottimale: 21 - 22°C

Ottimale: 30 - 40%

Coniophora puteana

Distruzione

Cellulosa

3 - 35°C

24 - 120%

Alberi di conifere e decidui

Ottimale: 26°C

Ottimale: 50 - 60%

Gloeophyllum abietinum

Distruzione

Cellulosa

5 - 35°C

30 - 120%

Conifere

Ottimale: 29 - 30°C

Ottimale: 39 - 42%

Gloephyllum septarium

Distruzione

Cellulosa

5 - 43°C

24 - 120%

Conifere

Ottimale: 33 - 35°C

Ottimale: 39 - 41%

Poria placenta

Distruzione

Cellulosa

3 - 36°C

24 - 120%

Principalmente conifere

Ottimale: 27°C

Ottimale: 40 - 45%

Trametes versicolor

Distruzione

Lignina

5 - 40°C

25 - 90%

Alberi decidui

Ottimale: 24 - 33°C

Ottimale: 35 - 55%

Insetti lignivori

 

 

 

Hylotrupes bajulus

Distruzione

Proteine

10 - 35°C

10 - 50%

Conifere

Ottimale: 28 - 30°C

Ottimale: 29 - 31%

Ergates faber

Distruzione

Proteine

15 - 35°C

20 - 50%

Conifere

Ottimale: 29 - 31°C

Ottimale: 48 - 50%

Anobium punctatum

Distruzione

Proteine, cellulosa

13 - 25°C

10 - 50%

Alberi di conifere e decidui

Ottimale: 22 - 23°C

Ottimale: 29 - 31%

Oligomerus pulinoides

Distruzione

Proteine, cellulosa

14 - 34°C

13 - 20%

Alberi di conifere e decidui

Xestobum rufovillosum

Distruzione

Proteine, cellulosa

12 - 30°C

25 - 50%

Alberi di conifere e decidui

Ottimale: 22 - 25°C

Lyctus brunneus

Distruzione

Proteine, amido

15 - 32°C

8 - 28%

Alberi decidui

Ottimale: 25 - 26°C

Ottimale: 14 - 15%

Quando intervenire

Dalla tabella di cui sopra risulta evidente che, all'interno di edifici, una protezione chimica del legno potrebbe non essere necessaria, salvo che in caso di pericolo di riumidificazione del materiale o di trattamento di strutture portanti (la cui protezione preventiva è sempre consigliata). Bisogna però sottolineare che non è sufficiente la convinzione dell'impossibilità di riumidificazione in quanto, ad esempio, i funghi della marcescenza bruna sono in grado di utilizzare le proprie ife per trasferire umidità dal legno umido a quello secco per poi migrare e attaccare anche quest'ultimo. Sarà quindi sufficiente che tale fungo si sviluppi in un angolo della cantina per ritrovarsi con le travi del tetto infestate.

All'esterno la protezione del legno è invece necessaria in relazione alle condizioni di messa in opera e alla specie utilizzata; alcune specie, infatti, essendo ricche di derivati fenolici, presentano un sistema protettivo naturale della struttura.

In conclusione è necessario porre particolare attenzione nell'analizzare le condizioni di rischio per attuare una strategia di prevenzione mirata ed efficace (tab.2).

È sconsigliabile aspettare di intervenire in presenza di un problema in via di sviluppo in quanto nessun trattamento curativo è, per ragioni statistiche, in grado di assicurare un risultato assoluto.

(Tabella 2: principali condizioni di messa in opera e relativo rischio comune)

Uso

Umidità

Applicazioni

Danno

Riparati, non interrati

Secco, umidità <20%

Tetti, solai, parquet, cornici

Insetti

Riparati, non interrati, possibile riumidificazione

Secco, condensazione occasionale

Tetti, parquet o perlinati di taverne, battiscopa, cassette della frutta, casse da imballaggio

Muffe, insetti, funghi cromogeni

Esterno , non interrati

Soggetto a intemperie, umidità >20%, dilavamento superficiale

Finestre, porte, staccionate, basculanti, box, perlinature, travi a vista, fioriere, mobili da giardino, cabine balneari o simili, chioschi, pedane, pallets

Muffe, insetti, funghi cromogeni, carie soffice

Esterno interrati

Umidità sempre >20%

Paleria, giochi bambini da giardino, staccionate, gazebo, palerie agricole, traversine ferroviarie

Muffe, insetti, funghi cromogeni, carie soffice

Come riconoscere un attacco

Funghi: sarà sufficiente una lente di ingrandimento per capire se una macchia sul legno è conseguenza di una concentrazione di pigmento (che può agglomerarsi in corrispondenza dei pori) o dell'attacco da parte di un fungo. Nel primo caso, infatti, i bordi della macchia saranno netti e definiti, mentre nel secondo sarà possibile distinguere le ife del fungo in ramificazione.

Insetti: il primo indizio è la presenza di segatura nelle vicinanze dell'oggetto. I fori dei lictidi non sempre sono un sintomo attendibile; essi, a volte, vengono infatti praticati artificialmente per conferire all'oggetto un aspetto anticato. Prestate però attenzione se l'interno di questi è colorato di nero: ciò indica la presenza di un fungo, fonte nutritiva degli insetti, e può significare che quel cunicolo contiene una larva in attività.

Come intervenire

L'efficacia del trattamento, a parità di caratteristiche del prodotto, varia notevolmente in relazione al metodo di applicazione dello stesso.

Pennello: grazie allo sfregamento e alla pressione esercitata assicura un'ottima penetrazione (e quindi un'ottima efficacia). È poco utilizzato a livello industriale per evidenti ragioni di praticità e tempo.
Spruzzo: è più veloce del pennello, ma presenta molti lati negativi (grande dispersione del prodotto, bassa penetrazione, forte inquinamento, esigenza di attrezzature protettive per evitare effetti tossici, etc..). È usato soprattutto a livello semi-industriale per mezzo di installazioni chiuse che permettono di riciclare il prodotto disperso, tamponando in parte i lati negativi di questo metodo.
Immersione: consigliato per resa ed efficacia, permette di controllare la penetrazione attraverso il tempo di permanenza a bagno. È molto usato a livello industriale dove, grazie all'impiego cicli di pressione e vuoto in autoclave, è possibile raggiungere penetrazioni fino al centimetro, che assicurano un'efficace protezione per quei materiali che dovranno essere parzialmente interrati.