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Biocidi per Pitture, Vernici,
adesivi
Conservanti
in barattolo Protezione
globale
Fungicidi ECO
Impregnanti
per legno Disinfettanti
per parete
Antischiuma
Antisedimentanti
Disperdenti
Laboratorio
Microbiologico Laboratorio
Cromatografico
Sommario dei prodotti
Presentazione
prodotti 07
Presentazione prodotti 08
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Prodotti consigliati.
Dividiamo i prodotti in tre categorie,
pur essendo poi
gli attivi utilizzati simili.
In primo luogo devono
essere notificati nella BPD nel PT 2:
PT 2: Disinfettanti per aree private ed aree
sanitarie pubbliche.
-
Disinfezione di impianti produttivi,
cisterne:
-
Viene
normalmente consigliato un biocida
denominato fast killer, che garantisce una rapida azione e
che sia compatibile con il successivo utilizzo dell’impianto
onde evitare operazioni di risciacquo.
-
Il prodotto più utilizzato è un donatore di formaldeide di
tipo o-formale a rapido rilascio:
MIRECIDE-M/92 da
utilizzare in soluzione acquosa a
0,3-0,4%;
-
Odore
pungente per il contenuto aldeidico. Non crea alcun problema
durante la manipolazione del prodotto se utilizzato con
mascherina, seguendo le norme di igiene e sicurezza
riportate nella scheda di sicurezza; in alternativa valutare
il MIRECIDE-M/90,
additivo a base di 0,7% di CMIT/MIT con lo stesso
donatore di formaldeide ma in concentrazione del 20%;
dosaggio consigliato 0,2-0,4%; si ricorda che a
concentrazioni superiori a 0,2% la soluzione acquosa
preparata per il lavaggio sarà Xi:R43,
irritante.
-
Disinfezione
di emulsioni contaminate, recupero
bonifica:
-
Per tale
applicazione risulta di provata
efficacia il MIRECIDE-M/92
al dosaggio di 0,45%;
-
Di contro
non è invece possibile utilizzare il prodotto MIRECIDE-M/90,
per la presenza di CMIT/MIT che raggiungerebbe
immediatamente il limite dei 15 ppm.
-
Disinfezione
dei muri e delle pareti in genere:
-
Interno,
soluzione
acquosa di
MIRECIDE-RB/12.A,
prodotto
specifico a
norma testato in
laboratorio
esterno come
da scheda
tecnica da
utilizzare
diluto
al 10%; reso
particolarmente
gradevole
dalla presenza
di un
profumo.
-
Esterno,
soluzione acquosa
allo 0,4% di MIRECIDE-M/92;
(In alternativa trattamento con MIRECIDE-RB/12 a maggior
concentrazione).
La
disinfezione degli impianti
La
maggiore richiesta di prodotti ambientalmente favorevoli, ha diminuito
le resistenze insite dei prodotti all’acqua rendendoli maggiormente
esposti all’attacco biologico.
La
diminuzione del contenuto di monomeri, di catalizzatori
organometallici, di derivati clorurati e di fenoli o formaldeide,
hanno reso la produzione d’emulsioni e lattici più puliti da un
punto di vista ambientale, ma ha aumentato il rischio d’attacco
diretto al prodotto e all’impianto con modificazione delle
caratteristiche biologiche.
Le
condizioni biologiche di partenza degli impianti e delle materie prime
si rifletteranno poi sul prodotto finito, determinandone alcune volte
la sua efficacia.
Una
procedura di disinfezione, deve essere considerata come una procedura
della qualità, richiedendo un impegno della direzione che accetti di
applicare metodicamente le fasi richieste.
Aree
di disinfezione
Molte
sono le aree dell’ambiente di produzione che hanno influenza, da un
punto di vista biologico, sul prodotto finale.
Ambienti
di lavoro
Contaminazione
dell’aria da batteri e spore fungine
Polveri
Pareti, luoghi
umidi, drenaggi
Perdite di
prodotto e stoccaggio di semilavorati
Contenitori di
stracci e carta usati
Contenitori d’attrezzi
(pennelli, etc.) in soluzioni acquose
Per
minimizzare l’influenza di tali elementi è sufficiente una
responsabilizzazione del personale per il mantenimento di una
ragionevole pulizia del luogo di lavoro.
Impianto
Le cisterne
dovrebbero essere costruite con angoli smussati, di materiale non
poroso, meglio se in acciaio inossidabile
L’impianto
dovrebbe essere di facile pulizia, per ovviare alla formazione di film
resistenti all’attacco delle soluzioni detergenti
L’impianto
deve escludere "zone morte" eliminando gli accumuli di
materiale che poi saranno fonte d’inquinamento biologico
Le griglie di
carico devono essere coperte per limitare gli accumuli di sporcizia
Le linee di
carico materiali, gli ugelli, dovrebbero essere puliti e disinfettati
dopo ogni ciclo produttivo per ovviare a contaminazioni incrociate
Le zone
esposte all’aria delle cisterne dovrebbero essere lavate e
sanificate con regolarità
I sistemi
chiusi dovrebbero prevedere punti d’ispezione
Pompe e
filtri, che spesso contengono membrane, dovrebbero essere controllate
e pulite con regolarità
Materie
prime e prodotti finiti
Stabilire una
buona rotazione delle materie prime
Stoccare in
magazzini coperti a temperature ambiente in un ambiente pulito, secco
e non polveroso
Avere garanzie
dal fornitore sulla protezione biologica del prodotto
Acqua
L’acqua
impiegata è sempre contaminata.
Di
conseguenza l’acqua impiegata in un impianto di produzione dovrebbe
essere addizionata di un biocida compatibile con i processi di
produzione seguenti ad un livello tale da bloccare l’inquinamento.
L’acqua
di riciclo deve essere dosata con un biocida prima del suo riutilizzo.
L’acqua
demineralizzata tramite resine scambiatrici di ioni sono spesso
inquinate da batteri residenti sulle stesse resine.
Polimeri e
leganti
Questi
prodotti dovrebbero essere testati sia al ricevimento sia durante lo
stoccaggio sul loro livello d’inquinamento.
Minimizzare
la parte aria delle cisterne, riducendo il rischio di condensazione e,
di conseguenza, d’infezione.
Premiscele d’ispessenti
richiedono l’aggiunta di un battericida anche per stoccaggi di poche
ore. In tale modo è bloccata la " cellulase" prodotta dai
microrganismi
Cariche e
pigmenti
I
prodotti naturali sono contaminati da batteri e spore fungine. Tali
spore germineranno in ambiente acquoso. Si raccomanda l’aggiunta di
un biocida nella preparazione e nel susseguente stoccaggio delle
dispersioni. Lo stesso vale per le dispersioni di pigmento.
Stabilita
la qualità e le condizioni microbiologiche delle materie prime e la
pulizia degli ambienti e delle attrezzature di lavoro, ci si dovrà
preoccupare del mantenimento di uno stato di "pulizia" e
"sanificazione" soddisfacente. La pulizia rimuove i depositi
organici e inorganici, mentre la sanificazione sradicherà le
contaminazioni biologiche.
L’elemento
che contraddistingue un buon sanificante è il "tempo di
contatto" . Maggiore è il tempo di contatto migliore sarà il
trattamento. I metodi applicabili sono:
Soda caustica
Estremamente
efficiente, ma corrosiva e pericolosa.
Vapore
Richiede
una circolazione nell’impianto per 15-30’ a temperature di
90-100°C
*
Acqua calda
E’
un metodo efficiente se è possibile il controllo della temperatura e
del tempo di contatto. E’ necessaria l’aggiunta di tensioattivi
per assicurare un buon bagnamento dello sporco.
Disinfettanti
chimici
Ci
sono due categorie: ossidanti e non ossidanti.
Gli
ossidanti sono a base d’acido peracetico, acqua ossigenata o
donatori di cloro. Questi prodotti sono rapidi nell’agire con un
ampio spettro e poco costosi, ma pongono problematiche ambientali.
I
non ossidanti sono a base di sali quaternari d’ammonio e donatori di
formaldeide. Richiedono rispetto ai precedenti un tempo di contatto
più prolungato, ma pongono inferiori problemi d’inquinamento.
Si
consiglia dopo il trattamento di sciacquare l’impianto con soluzioni
contenenti un biocida.
Metodica di applicazione negli impianti
Per
coprire le esigenze tecniche descritte e le necessità di marketing, con un
buon livello di risultati e senza costi onerosi, proponiamo:
Trattamento sanificante da eseguirsi minimo
una volta l’anno, in coincidenza della chiusura estiva;
consigliamo due trattamenti annuali:
Il trattamento si intende rivolto alle
seguenti strutture:
- Depositi/Cisterne materie prime
- Depositi/Cisterne semilavorati e
prodotti finiti
- Condutture/Tubazioni
- Miscelatori, agitatori
- lavaggio
di tutte le parti descritte con acqua ad alta pressione
- ricircolo
con agente biodispersante, DISPERSENE-50, dosaggio 4-8 ppm
- lavaggio
con biocida ad ampio spettro contro batteri, funghi e lieviti come segue:
o donatore di
formaldeide tipo O-formale, MIRECIDE-M/92 dosaggio 0,3-0,4% in acqua.
o
donatore di formaldeide e miscela
CMIT/MIT , MIRECIDE-M/35
U dosaggio 0,2% in acqua, che presenta il vantaggio che essendo tale
prodotto, utilizzato principalmente come
conservante in barattolo, ben si adatta alle produzioni susseguenti. Avendo
una bassa velocità di contatto, il lavaggio richiede un tempo più
prolungato.
o alternativa
con cloruro d’ammonio, qualora si richiedesse un trattamento esente da
formaldeide, MIRECIDE-RB/6 dosaggio 3-4%
-
risciacquo con acqua.
La
disinfezione dei substrati
Prima
di ogni ripitturazione di una superficie è necessario verificare le
condizioni del substrato e ove si riconoscesse un attacco di natura
biologica come muffe, alghe, licheni, diventa assolutamente necessario
effettuare una disinfezione che agisca sia sulla superficie del
manufatto che in profondità.
Tale
necessità non è solo necessaria per assicurare una limitazione alla
proliferazione degli organismi in particolare durante la fase d’applicazione
della finitura, che fornendo una riumidificazione del substrato crea
le condizioni migliori allo sviluppo vegetativo, ma anche per
garantire una superficie di ancoraggio perfetta alle mani seguenti.
Spesso
l’attacco di microrganismi è visibile con colorazioni superficiali
ed è sufficiente una lente di ingrandimento per riconoscere se l’attacco
è biologico o dovuto a depositi di sporcizia o a concentrazioni di
pigmenti.
In
caso di attacco biologico sono riconoscibili le ife dell’organismo a
differenza della " macchia" di sporco.
Come
nel caso della disinfezione degli impianti, il tempo di contatto è il
parametro fondamentale per una sanificazione che deve avvenire in
superficie, ma deve assicurare anche una penetrazione tale da
sradicare I’ organismo.
Nella
disinfezione dei substrati, particolare attenzione dovrà essere posta
nella scelta della natura chimica impiegata.
Come
già indicato nel paragrafo della disinfezione degli impianti tali
prodotti si possono suddividere in :
Ossidanti
Gli ossidanti sono a base d’acido
peracetico, acqua ossigenata o donatori di cloro. Questi prodotti sono
rapidi nell’agire con un ampio spettro e poco costosi, ma pongono
problematiche ambientali.
Non ossidanti
I non ossidanti sono
a base di sali quaternari d’ammonio e donatori di formaldeide. Richiedono
rispetto ai precedenti un tempo di contatto più prolungato, ma pongono
inferiori problemi d’inquinamento.
Un
vantaggio delle sostanze ossidanti sta nel fatto che sono in grado,
oltre ad esercitare un effetto biocida, anche di schiarire i pigmenti
colorati dei microrganismi.
D’altro
canto hanno lo svantaggio di ossidare anche il fondo, il che, a
seconda del materiale, può seriamente pregiudicare alcune
caratteristiche dello stesso (ad es. se si tratta di legno).
Un
altro pericolo è rappresentato dal fatto che, in caso d’insufficiente
neutralizzazione della superficie dopo la prima disinfezione, l’ossidante
ancora presente può danneggiare i microbiocidi presenti nel nuovo
strato di materiale applicato, abbreviandone notevolmente l’effetto
protettivo nel tempo.
Nel
caso delle sostanze disinfettanti non ossidanti, è necessario
introdurre una seconda fase di lavoro, in cui si ripulisce
(spazzolatura) il fondo dai pigmenti che potrebbero altrimenti
inquinare il materiale successivamente applicato.
L’applicazione
di tali prodotti può avvenire per:
Spugnatura.
Raccomandata per la sua azione di "pressione" sulla
superficie e il miglior bagnamento
Pennello. Come
per la spugnatura viene applicata una "pressione" alla
soluzione che migliora il suo assorbimento
Spruzzo.
Sicuramente è il metodo più rapido ma che non assicura la migliore
penetrazione oltre ad avere una dispersione del prodotto che può
essere eccessiva (colpi di vento, eccessiva nebulizzazione,
sgocciolamenti).
Per
superfici esterne si consiglia la seguente metodologia:
Spazzolatura
della superficie e rimozione delle parti ammalorate.
Applicazione
di una mano di soluzione sanificante
Asciugatura
(12 ore )
Spazzolatura
Applicazione
di una seconda mano. Solo così si avrà la sicurezza di aver trattato
efficacemente il fondo fino alla profondità necessaria per
raggiungere anche il micelio negli strati più profondi.
Asciugatura
(24 ore)
Per
superfici interne, particolare attenzione deve essere posta per non
agevolare una distribuzione delle spore su superfici incontaminate, di
conseguenza si consiglia la seguente metodologia di applicazione:
-
Applicazione
di una mano di soluzione sanificante
-
Asciugatura
(6-12 ore )
-
Spazzolatura
o rimozione delle parti ammalorate.
-
Applicazione
di una seconda mano.
-
Asciugatura
(12-24 ore)
La scelta di
prodotti specifici per il settore dell'edilizia, assicura il miglior
effetto del trattamento e la sua compatibilità con i sistemi
vernicianti che seguiranno.
Questa
procedura si può applicare sia nell’eliminazione dei funghi, come
in quella d’alghe e licheni.
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